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Dedica a cui stai rispondendo

Quanto è passato? Tanto, troppo da quando hai fatto breccia oltre tutte le mie difese colpendo dritto al punto più vulnerabile fino a rendermi tuo senza possibilità di redenzione. Tanto tempo a cercarti sperando di trovarti per caso. Tempo passato a cercarti anche quando sapevo che non c’eri, guardando la gente passarmi accanto, scrutando i visi, le movenze sperando di potervi intravedere qualcosa di tuo, sperando d’incontrarti per caso per poterti almeno dire che ti avevo pensata. Anni passati con in testa una persona senza che cambiasse nulla, a dannarsi ogni volta che uscivi con una ragazza e cercavi di provare qualcosa che te la facesse dimenticare scoprendo con rammarico che avresti voluto ci fosse lei e che senza di lei quella serata non sarebbe stata mai completa. Non è cambiato nulla da allora. Ho provato ad andare lontano e per un certo tempo credevo di esserci riuscito a dimenticare ma c’era sempre quel qualcosa che mi avvertiva della sua mancanza sotto la superficie. Poi di nuovo lei, un’incontro burrascoso e la scoperta bella e tremenda che non era cambiato nulla. Scoprire ancora che quei tratti, quella voce, quel modo di fare unico, così introvabile in altri suscitava ancora quella sensazione antica che era di amore e qualcosa in più. Era amore per tutto ciò che è, una sensazione forte e dolce allo stesso tempo capace di mantenersi viva da sé su qualche ricordo e le parole di una vecchia lettera. L’ho amata con la consapevolezza che più di tanto non si potesse amare una persona, perso del tutto, perso in quello sguardo da allora come se il tempo non fosse mai passato. L’ho amata fino a odiare me stesso, a rinunciare, a fuggire lontano… lontano da lei, da qualunque cosa me la faccia ricordare. Fuggo sempre io nella speranza che qualcosa me la faccia dimenticare perché questo amore ha tanto d’impossibile e ogni volta mi trovo di fronte me stesso e quella consapevolezza che potrò essere dovunque, amare chiunque che non sarà più lo stesso. Una volta colpiti e coinvolti fino all’estremo non si dimentica più.